Affrontare il virus. Parte 4

Appunti su Covid-19 | Buoni Spesa. Il caso Umbro

Le misure emergenziali imposte a causa del Covid 19 ci consentono quanto meno di ragionare e analizzare sulla straordinarietà di questa fase.
Abbiamo chiesto un contributo a diverse/i attivist@ e studios@, partendo dai rispettivi ambiti di studio, per inquadrare e soffermarci su diverse sfaccettature (economiche, sociali, antropologiche, ecc) cercando di contribuire ad un dibattito che, si spera, da qui a poco tempo dovrà continuare anche nella ritrovata “normalità”.

Tra le misure adottate dal governo per arginare i gravi danni economici che il Covid-19 sta causando a migliaia di famiglie, c’è quella dei “buoni spesa” destinati alle fasce di popolazione più povere.

Nel bel mezzo della peggiore crisi della società moderna succede, però, che a Palazzo dei Priori, sede del Comune della città di Perugia, nel modulo per richiedere i buoni spesa si inserisca il requisito, per i cittadini stranieri, di possedere un permesso di soggiorno “di lunga durata”, una clausola che permetterebbe perciò l’esclusione degli stranieri permanenti in Italia da meno di cinque anni.

Si capisce facilmente come una decisione del genere sia illegittima sotto tutti i punti di vista. L’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) ha immediatamente sollevato il caso ripreso e diffuso dal sito di informazione Cronache Umbre. Poco dopo il sindaco Romizi fa dietrofront bollando tutto come un “semplice” errore.

Abbiamo chiesto all’Avv. Francesco Di Pietro (Asgi) e a Fabrizio Marcucci (Ribalta, Cronache Umbre) di ricostruire la vicenda

Francesco Di Pietro
Fabrizio Marcucci

A conclusione (???) di questa “triste” vicenda, riportiamo la comunicazione del Comune di Perugia (segnalata dall’Avv. Francesco Di Pietro) con la quale si determina la scadenza di presentazione delle domande per i buoni spesa: il giorno successivo.

A pensar male si fa peccato, ma…


In data 3 cm invitavamo tramite mail alla correzione del detto modulo.
In data 7 cm (in tarda mattinata) avveniva la richiesta correzione (dopo il consiglio comunale del giorno prima).
In data 8 cm (ore 19:10) compare sulla pagina Facebook del Comune una comunicazione (vedi foto) di chiusura delle domande alla mezzanotte di giorno 9 cm.
Quindi, dopo che si è diffusa l’errata informazione che gli stranieri privi di permesso Ue di lungo periodo non hanno diritto al bonus (leggi il commento di un utente in foto), si chiudono le domande dopo appena 60 ore circa dalla correzione della modulistica.
Senza consentire, quindi, che venisse veicolata la corretta informazione con conseguente presentazione delle domande da parte di aventi diritto.


Link utili:

Appello ai Comuni: nessuna discriminazione nell’erogazione degli aiuti per l’emergenza

Buoni spesa, l’ottusità (o la cattiveria?) di Perugia e Corciano


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