OGGI E' VENERDI' 17?. PASSEGGIATA TRA LE SUPERSTIZIONI Una foto combinata , le cui immagini sono state tratte dal tg1- mostra il ct della nazionale Giovanni Trapattoni mentre versa l'acqua dalla bottiglietta (s) che poi (d) stringe tra le mani , durante la partita Italia-Messico durante i mondiali di Corea e Giappone nel 2002..
LETTERE DAL PRESIDENTE | ELE ELE ELEZIONI!!

OGGI E'  VENERDI' 17?. PASSEGGIATA TRA LE SUPERSTIZIONI

La mia più grande delusione calcistica a livello di nazionale risale ai mondiali del 2002, dopo la sconfitta con la Corea del Sud pensavo che, come nazionale, non saremmo riusciti a vincere niente per molto tempo, vista la grande qualità dei giocatori e il fatto di essere usciti dalla competizione quasi subito, agli ottavi.

Dico la mia più grande delusione, ammetto che è una valutazione molto soggettiva, e vi spiego il perché elencando i risultati dal 1986 fino al 2002, con breve commento, e divisi per competizione, europei prima e mondiali dopo.

Europei:

1988 Giocati in Germania Ovest, usciti in semifinale con l’Unione Sovietica, non ricordo altro se non lo splendido gol del cigno di Utrecht in finale.

1992 Non qualificati alla fase finale, un pizzico di delusione ma ci può stare c’è tempo per rifarsi, da non dimenticare la fase finale con la favola della Danimarca chiamata a sostituire la Jugoslavia che vinse la coppa in terra svedese.

1996 Giocati in Inghilterra, usciti al primo turno, leggermente arrabbiato con Sacchi per il turnover senza motivo e con Zola per il rigore sbagliato.

2000 Giocati in Belgio e Olanda e inspiegabilmente terminati con le semifinali, perché non l’hanno giocata la finale? Scherzi a parte, incazzato sì ma abbiamo dato il massimo e siamo stati sfortunati, del resto non si è campioni del mondo per caso.

Mondiali:

1986 Giocati in Messico non ricordo niente se non Hugo Sanchez e la sconfitta per 2 a 0 agli ottavi di finale con la Francia. Poi c’è Maradona e la man de dios, ma questa è Storia.

1990 Italia ’90 Notti magiche e la mascotte “ciao”, perdiamo in semifinale dall’Argentina di Maradona, ma comunque va bene così di meglio non si poteva fare e vista la mia tenera età, 11 anni, non mi dispero più di tanto.

1994 USA ’94 Arriviamo in finale grazie al famoso “cul de sac” e ad un certo Baggio Roberto, c’era anche Dino ma niente paragoni please, quando costui si rompe facciamo barricate per andare ai rigori, ci arriviamo e il “cul de sac” finisce o, meglio, veniamo puniti dal dio del calcio. Alla fine il risultato è giusto e il perdere con i migliori lenisce la delusione, son giovane ci sarà tempo.

1998 Francia ’98 Nazionale senza arte né parte dopo un cammino discreto e poco entusiasmante perdiamo, ai quarti di finale sempre ai rigori, dai padroni di casa, troppo scarsi per vincere e troppo italiani per provare almeno a fare del bel gioco. Non mi appassiono alla nazionale e nemmeno troppo alla coppa.

2002 Giappone e Corea del Sud E qui casca l’asino. Dopo tutte queste delusioni finalmente una squadra competitiva, rosa valida e mix di giocatori tra esperti, giovani, fuoriclasse e gregari. Il tutto con un allenatore, il Trap, non proprio una garanzia ma il primo dopo anni che ispira fiducia e, inoltre, il fatto che le squadre di casa non sono certo favorite per la vittoria finale unita all’assenza di favorite, contribuiscono a rendere la vittoria quanto meno pronosticabile.

Invece no, usciasmo agli ottavi di finale dove succede di tutto, dall’arbitraggio scandaloso, alla scarsa vena realizzativa, per usare un eufemismo, e per finire il Trap che si affida all’acqua santa regalatagli dalla sorella suora. Dalla tragedia alla farsa.

Ero deluso e incazzato, se con la nazionale migliore che io abbia mai visto facciamo questa figura, quando mai vinceremo?

Ecco dopo queste elezioni io mi sento più o meno così, non che fossero da vincere, ma almeno mi sarei aspettato un messaggio forte di rifiuto delle politiche di austerity europee messe in atto tanto dal PD quanto dal PDL, o come si chiamano ora. Gli italiani invece sembrano credere a quello che propone la banda Renzi, e cioè più precarietà, meno soldi e la solità infinita quantità di chiacchere.

Dopo anni di crisi economica e di cancellazione dei diritti mi sarei aspettato di tutto, ma non che abboccassero tutti alle chimere di Renzi.

Che dire? Forse bisognerà aspettare un po’ perché gli italiani si capiscano il da farsi, ma qualcuno di voi si ricorda come finirono i mondiali del 2006?

Il presidente