POSTumi | Ladri di Sport – dalla competizione alla resistenza

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Ladridi SportLadridi SportladriwebLa costruzione dei Mondiali ’14 in Brasile è un’occasione per vedere le conseguenze che un “grande evento”, in questo caso sportivo, ha sulla comunità del Paese che lo ospita. Un’analisi chiara di queste dinamiche la troviamo all’interno del libro “Ladri di Sport. Dalla competizione alla resistenza” di Grozny e Valeri. Il libro è stato presentato lo scorso sabato al csoa ex Mattatoio, attraverso un incontro con uno degli autori, Ivan Grozny. Il colloquio è stato ricco di domande, chiarimenti  e spunti di riflessione riguardo il rapporto fra sport-business, esperienze di sport dal basso e il rapporto fra questi temi e la vita della comunità che li ospita, in Brasile e, più  in generale, nel mondo.
L’incontro è stato accompagnato dalle immagini del documentario “Fora da Copa“. Un viaggio fra le favelas e i quartieri di Rio per comprendere, anche in maniera visiva, il contesto in cui hanno agito e agiscono i cosiddetti “ladri di sport dall’alto“. Essi sono indicati come la causa per cui un grande evento, come i mondiali, influenza la vita del Paese che lo ospita, non solo nel breve periodo del suo svolgimento, ma anche, ci ricorda Grozny, in quel lungo lasso di tempo che inizia con al messa in moto dell’organizzazione e della distribuzione degli appalti e che si conclude solo quando il Paese ospitante riesce a recuperare le spese affrontate (per i mondiali di Italia ’90 i contribuenti stanno ancora pagando; e tanti auguri per expo ’15 a Milano!).
Ad opporsi a queste logiche, spiega Grozny, troviamo invece quei numerosi esempi di quelli che potremmo definire “ladri di sport dal basso“. Si tratta delle varie polisportive o palestre popolari e tutte le esperienze che riescono a valorizzare la pratica sportiva come forma di aggregazione sociale. In questo gruppo possiamo trovare le varie esperienze che promuovono dal basso l’antirazzismo, l’antisessismo, ecc… o, ancora, attività rivolte ad esempio, ai disabili e ad ogni categoria che tenda ad essere emarginata nella società.
Grozny ci fa inoltre notare come il ladro di sport, in fin dei conti, sia chiunque lo pratichi per pura passione. Questo perché molte delle principali discipline sportive, in contesti borghesi altolocati, accessibili solo ad una certa élite. Il fatto che tali sport non siano oggi esclusivi è già di per sé un “furto” che possiamo felicemente rivendicare e che possiamo usare contro i ladri di sport dall’alto.[/vc_column_text][vc_gallery type=”flexslider_fade” interval=”3″ images=”1177,1185,1176,1175,1174,1173,1172,1171,1170,1169″ onclick=”link_no” custom_links_target=”_self” img_size=”450×300″][/vc_column][/vc_row]