9 Marzo 2022

#13 – Togliere la morte

 Togliere la morte 

Recensione del libro di Toni Morrison : Beloved

 ( Amatissima, trad. it. Giuseppe Natale, ed. Pickwick, 1993 ) 
Togliere la morte

Le donne come Sethe possono togliere la morte. Sottrarre ad essa le anime delle persone amate, del proprio sangue. Questa morte è una vita all’inferno, con il morso in bocca, la schiena con cicatrici che formano tatuaggi che sembrano grandi alberi, i piedi lacerati, l’intelligenza umiliata, il ventre perennemente gravido per le violenze dei padroni. E’ perchè Sethe toglie questa morte, che nonna Baby Suggs non piange Beloved quando sta per diventare un fantasma dotato di parola, anima e ragione. 

 Toni Morrison decide di scrivere questo romanzo, basandosi sulla storia, realmente accaduta, di Margaret Garner. Vi apporta alcune modifiche, necessarie per non essere costretta entro i limiti del fatto di cronaca. Perchè storie come questa “non possono essere taciute”. Storie di schiavitu’ e di fuga dalla schiavitu’ nel contesto storico delle Fugitive Slave Laws di metà ‘800, che raccontano la ricerca della libertà, a volte mai raggiunta. 

 Sethe e Baby Suggs sono due donne schiave, di “sangue nero”, rispettivamente nuora e suocera, che hanno trovato una loro dimensione di libertà al 124, con figli, nipoti, gli uomini della famiglia sempre di passaggio, un orto rigoglioso di primizie che destano invidia e un fantasma. Puo’ sembrare strano di primo acchito, chissà che non sia la solita storia che rimanda alla superstizione di radice spiritisca delle genti di colore, dirà qualche anima candida. Beloved è la sorella di Denver, Beloved è il fantasma della bambina uccisa dalla madre, Beloved è la figlia di Sethe. E’ l’Altra che si emancipa dalla schiavitu’ e quindi, è insieme eempio e stigma. Colei che è stata tolta dalla morte dall’amore della madre: infatti, per Sethe, come per Margaret Garner, vivere da schiave, per giunta donne, non è vivere. Per questo, – “non avrei mai permesso che l’avessero uccisa loro” – toglie la morte alla figlia e le restituisce l’anima. Noi, da fuori, non possiamo certo giudicare, solo ascoltare se non ci sia, liberato o da liberare, qualche fantasma in noi, dentro di noi.


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