19 Marzo 2020

Affrontare il virus. Parte2

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Appunti su Covid-19

Le misure emergenziali imposte a causa del covid 19 ci consentono quanto meno di ragionare e analizzare sulla straordinarietà di questa fase.
Abbiamo chiesto un contributo a diverse/i attivist@ e studios@, partendo dai rispettivi ambiti di studio, per inquadrare e soffermarci su diverse sfaccettature (economiche, sociali, antropologiche, ecc) cercando di contribuire ad un dibattito che, si spera, da qui a poco tempo dovrà continuare anche nella ritrovata “normalità”.

Roberta Pompili (attivista, antropologa) ha posto a Giso Amendola (attivista di Euronomade e docente di sociologia del diritto presso l’università degli studi di Salerno) alcune questioni di assoluta rilevanza rispetto allo stato d’emergenza che ci troviamo a vivere.

2.1

In particolare interessa capire se l’emergenza che stiamo attraversando sia assimilabile ad uno stato di “eccezione” (come ha sostenuto poco tempo fa il filosofo Agamben), oppure se si tratti di uno stato emergenziale. Quest’ultimo determinerebbe, da una parte, l’attivazione di una forte vigilanza e sensibilità pubblica (il rischio che i dispositivi emergenziali si trascinino anche dopo è reale), ma, d’altra parte, potrebbe fornire un nuovo scenario e un nuovo spazio dove far progredire cooperazione e le politiche del comune (una sorta di “attivatore sociale”).

2.2

La seconda questione posta riguarda le implicazioni che la pandemia sta comportando sul piano sociale e politico e le conseguenze di questo rispetto al sistema di welfare.
Questa pandemia attacca un bene comune, cioè la salute pubblica, attacco che però può essere inteso come “attivatore sociale”. E’ necessario mettere al centro del discorso la difesa della salute pubblica e del welfare in quanto prodotto delle lotte per i diritti portate avanti da decenni.
Inoltre, si moltiplicano le lotte di coloro che restano esclusi dal sistema di welfare; la campagna sul reddito di quarantena, che sta prendendo piede in questi giorni, mette in evidenza la necessità di attivare misure di garanzie generalistiche, quindi anche destinate ai “non garantiti”.

2.3

Quali, dunque, le prospettive che abbiamo difronte?
Il mondo ha bisogno di una cura/inteconnessione globale e i movimenti in questo scenario assumono ancora una volta un ruolo centrale.
Il movimento femminista, ecologista, i movimenti che lottano per la libertà di movimento, possono intervenire in questa fase per riprendere in mano lo spazio comune ed aprire nuovi scenari di lotta.


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