POLITICA e SOCIALE

6 Febbraio 2014

CARTA DI LAMPEDUSA: PORTA APERTA SUL MONDO

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In attesa di partire per Lampedusa eravamo già consapevoli di star prendendo parte a qualcosa di estremamente significativo e ritornate dall’Isola possiamo affermare che, non solo le prime sensazioni erano giuste, ma che quello che abbiamo vissuto e contribuito a creare supera le nostre aspettative.

L’entusiasmo che ha caratterizzato la realizzazione della Carta di Lampedusa lo abbiamo visto già dalle prime web conference, dalla partecipazione attiva e costante di diverse realtà anche nei lavori preparativi, dall’animato dibattito nella mailing list.

Sull’isola tutto è diventato più reale. Partendo dalla grande partecipazione numerica, abbiamo visto convergere realtà diverse tra loro: dalle realtà di movimento ad associazioni varie, da sigle sindacali a organizzazioni non governative, ma soprattutto tante singolarità provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo e dall’Europa arrivate sull’isola per dare il proprio contributo e prendere parte al processo di costruzione della Carta.

La grande ricchezza della Carta di Lampedusa sta nell’essere il risultato di un processo realizzato dal basso, dalla partecipazione attiva e diretta di tutti e tutte. La sfida è mettere a valore i contenuti della carta, rendendoli, così, concreti e praticabili.

Lampedusa ha innescato un percorso che deve coinvolgere realtà nuove, che si deve estendere al nord e a sud dell’Europa, che deve vedere tutti e tutte partecipi nel rendere reali i diritti di cittadinanza, che non sono solo diritti dei e delle migranti, ma sono diritti di tutti e tutte noi.

Nella Carta si parla di libertà di movimento, libertà di scelta, libertà di restare, libertà di costruzione e realizzazione del proprio progetto di vita in caso di necessità di movimento, libertà personale e libertà di resistere. Si apre a nuove forme di cittadinanza legate alla residenza e quindi a tutta una serie di tutele che ne derivano, dal diritto all’istruzione, alla cultura, alla salute, al lavoro, all’abitare, alla partecipazione alla vita sociale e politica. Si parla di aprire le frontiere, di un nuovo modello di accoglienza, ma soprattutto di un nuovo diritto di asilo europeo, che supera Dublino e che prevede la reale libertà, da parte di chi arriva, di scegliere dove andare e che garantisce uniformità dei livelli di trattamento da parte di tutti gli Stati.

Fondamento alla base dell’intero processo è la definitiva e immediata chiusura dei centri di identificazione ed espulsione e l’abolizione di qualunque altra forma di detenzione amministrativa.

Siamo fortemente convinte delle enormi possibilità che la Carta di Lampedusa apre, anche in territori come quello umbro dove da anni le istituzioni portano avanti politiche securitarie e razziste, rendendosi, inoltre, protagoniste di numerosi rimpatri forzati effettuati dall’aeroporto di San’Egidio, il cui utilizzo come base Frontex è stato oggetto di campagna elettorale da parte del Sindaco di Perugia.

Tante sono le proposte emerse dall’assemblea conclusiva su come procedere da qui in avanti e tante altre da inventare, introducendo percorsi di lotta, al fine di rendere concreto quanto è emerso dal confronto e l’incontro di questi mesi.

Impariamo da Lampedusa che nonostante le diversità, sono i punti in comune che dobbiamo mettere a valore nel processo che la Carta ha solo innescato.

 

5 Febbraio 2014

Anna Grazia e Sara

 

LA CARTA DI LAMPEDUSA

http://www.meltingpot.org/La-Carta-di-Lampedusa-18912.html#.UvKYZBB5Mgd

 

Aderisci e sottoscrivi la Carta di Lampedusa

https://docs.google.com/forms/d/1QLymcIJ7dyLuPV-DI-9LWizqPrOkDzt_d2R9m_zoJnM/viewform

1 Febbraio 2014

CARTA DI LAMPEDUSA – prima giornata

porta di lampedusa

Gia’ dall’arrivo in aeroporto a Lampedusa siamo state contagiate dall’atmosfera di entusiasmo e grandi aspettative rispetto alla tre giorni che sta per iniziare.

Gli/le isolani/e hanno dimostrato da subito un coinvolgimento attivo e sentito. L’accoglienza e’ stata calorosa, e non era scontato che lo fosse.

Già dal primo incontro, nonostante le difficoltà logistiche, eravamo numerosi/e e entusiasti: la sala non ci conteneva!

Dopo la presentazione introduttiva di inizio lavori, la giornata di oggi e’ stata dedicata alla conoscenza e allo scambio reciproco di opinioni e riflessioni delle varie realtà’ arrivate sull’isola dalle varie parti d’Italia e d’Europa.

I punti condivisi da tutti/e sono e resteranno quelli che sono alla base della costruzione della carta di Lampedusa stessa:

libertà di circolazione,

– chiusura dei CIE,

tutela dei diritti di tutti/e,

costruzione di un percorso comune che risignifichi lo spazio euromediterraneo.

Gia’ dal primo intervento del sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, e’ emersa la volontà che l’isola diventi un modello di nuova accoglienza e che da qui inizi un percorso comune che prosegua, a tappe, e che non resti ancorato a discorsi territoriali, ma che si allarghi ad un discorso europeo comune, costruito dal basso.

Il desiderio che questa tre giorni sia un punto di inizio e’ stato condiviso anche dagli interventi successivi degli abitanti dell’isola.

Ognuno riportando la propria esperienza e il proprio punto di vista, ma trovandosi concordi sulla necessita’ di invertire le dinamiche attuali e la gestione delle politiche migratorie, reinventando invece, nuovi approcci per la tutela dei diritti di tutti/e, migranti e non.

Fiduciose e cariche aspettiamo le prossime giornate!

Ciccia e Sara

28 Gennaio 2014

LAUTORADIO – CHI SIAMO

Il progetto “Lautoradio” nasce dalla volontà, di diverse realtà sociali che operano sulla città, di incontrarsi e lavorare in sinergia mettendo in rete e socializzando conoscenze, esperienze, saperi e valorizzando la pluralità e la molteplicità dei contributi che i singoli soggetti che prendono parte al progetto offrono.

Per questi motivi abbiamo deciso di servirci dell’aggregatore di blog e di una web radio per realizzare uno spazio di incontro, virtuale e reale, e di scambio con l’obiettivo di valorizzare esperienze di integrazione e partecipazione come questa e fornire informazione altra che nasce da esperienze dirette.

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27 Gennaio 2014

Centro Sociale Occupato Autogestito Ex Mattatoio

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I centri sociali sono ormai una realtà consolidata del contesto italiano, non solo a livello politico, ma anche a livello culturale, con produzioni musicali, letterarie e molto altro, e a livello sociale, creando luoghi di incontro e socialità accessibili a tutt@.

 

Da 13 anni il centro sociale EX MATTATOIO è stato protagonista e promotore della creazione di uno spazio politico dal basso con l’obiettivo di contrastare le politiche neoliberiste, dalle grandi mobilitazioni contro la guerra in Iraq al referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Inoltre ha fornito uno spazio di libera espressione per gruppi musicali, teatrali e artisti in generale.

 

Con la partecipazione al progetto Lautoradio vogliamo cercare, sviluppando strumenti per noi nuovi, di comunicare le nostre attività e allo stesso tempo creare un luogo di scambio di informazioni, per costruire nuovi percorsi di libertà e indipendenza.

23 Gennaio 2014

C.U.C. Collettivo Università Critica

Il Collettivo Università Critica nasce dalla comune esigenza di riportare al centro del dibattito le quetioni del welfare scolastico e della precarietà giovanile, da troppo tempo ormai subordinate alle politiche di austerità e alle logiche della governance finanziaria.
Contro la privatizzazione del sapere, attraverso forme di lotta sociale e radicale, il C.U.C si pone come strumento per rivalutare il concetto stesso di università, non come mezzo di “produzione”, ma come luogo di formazione prima di tutto politico-sociale.
Il C.U.C è autogestione,è riappropriazione e riqualificazione degli spazi pubblici, è antifascismo e antirazzismo; il cuc è ancora collettivizzazione e diffusione dei saperi, finalità comuni al progetto “Lautoradio” che si pone come alternativa al sistema sempre più corrotto e manipolato dei mezzi di comunicazione. STAY C.U.C STAY REBELlogocuc

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