RUBRICHE

30 Aprile 2014

1° Maggio

Come prima cosa una doverosa precisazione: il 1° Maggio non è la festa del lavoro, è la festa dei lavoratori. Non è una cosa da poco, un semplice punto di vista “differente”, è proprio una concezione della storia e della vita diametralmente opposta e, va da se, noi abbiamo ragione.

E’, inoltre, una dichiarazione di campo, uno scegliere da quale parte stare e va annunciato a tutto il mondo con bandiere rosse ovunque.

Il lavoro non è stato e mai sarà il mezzo per giungere ad una liberazione ma al contrario è lo strumento con il quale i padroni ci comandano e le lotte che portano al primo maggio sono lì a ricordarcelo, la più famosa delle quali chiedeva 8 ore di lavoro al giorno invece che 10 o in alcuni casi addirittura 12 e in condizioni disumane.

Per far capire meglio il messaggio mi aiuterò con tre canzoni di lotta, che serviranno per semplificare il concetto e renderlo accessibile ai più.

La prima è la “canzone del maggio” di De André, che ci aiuta a definire meglio il campo e a capire chi sono i cattivi, anche se parla del maggio francese del 1968. La canzone, infatti, è un attacco contro i cattivi, dai padroni borghesi fino alla polizia al loro soldo passando anche per chi, per codardia, sceglie di non fare niente.

La seconda non è una canzone vera e propria è un ritornello che fa così:

“Oggi è il giorno di chi lotta con coraggio

E’ il nostro giorno il primo Maggio”

Questi pochi versi ci parlano invece di noi lavoratori, di chi lotta sempre con forza e coraggio per realizzare i nostri sogni e le nostre speranze seguendo i nostri ideali di libertà e giustizia.

Nemmeno la terza è una canzone vera e propria ma è un ritornello fantastico dove si fondono con maestria i significati delle precedenti canzoni e recita così:

“Non sarà oggi non sarà ‘st’anno

preti e padroni lavoreranno”.

Quindi domani se vorrete veramente rendere omaggio al primo maggio scegliete bene quali canzoni ascoltare e soprattutto quale concerto ascoltare, viva il 1° Maggio!

#1maggiotaranto si ai diritti no ai ricatti!!

Il Presidente 

29 Aprile 2014

FEMIDOM

Lo sai che…

Oltre al classico condom, esiste un preservativo femminile, definito Femidom. È stato introdotto nel 1993.

In altri Paesi è molto diffuso ed utilizzato, e in alcuni è distribuito gratuitamente, come in Brasile, Francia e Spagna. In Italia è un po’ meno diffuso, ma lo puoi trovare in alcune farmacie, nei sexy shop e in alcuni consultori.

È un anticoncezionale con le stesse proprietà del comune condom, quindi sia strumento contraccettivo che di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Il femidom è composto da due anelli flessibili uniti insieme da una guaina lunga circa 17 cm. Uno dei due anelli è chiuso ermeticamente all’estremità.

Il primo modello di femidol è fatto di un materiale chiamato poliuretano, più resistente del lattice comune con cui sono fatti i preservativi e inodore. Inoltre non si deteriora ad alte temperature, quindi ha anche una conservazione migliore. Gli ultimi modelli di femidom sono composti da una sostanza molto simile al lattice, il nitrile, che mantiene le stesse caratteristiche del precedente modello, ma permette di realizzare un prodotto a un costo inferiore.

Sia il poliuretano che il nitrile producono calore, rendendo quindi l’atto sessuale molto piacevole e più naturale.

La parte chiusa del femidom va inserita nella vagina spingendo fino ad arrivare alla cervice. L’altra estremità deve aderire alle grandi labbra.

Il femidom è già lubrificato con una sostanza a base di silicone e senza effetto spermicida.

Può essere indossato anche alcune ore prima del rapporto.

Dopo il rapporto estrarre il femidom facendo attenzione a evitare perdite di sperma, che possono causare il contagio di malattie a trasmissione sessuale, quindi afferrare l’estremità esterna, girarla su se stessa ed estrarre il preservativo.

Va usato una sola volta.

Il Femidom può essere usato anche nei rapporti anali, togliendo l’anello interno.

Guarda questi simpatici video:

https://www.youtube.com/watch?v=rpIHygztRZE

 

25 Aprile 2014

25 Aprile

In questi giorni di vacanze (se vi state chiedendo quali e soprattuttto quanti, rispondo che ancora mi oriento con il calendario scolastico anche a causa del lavoro che faccio), che da un po’ di tempo durano quasi come quelle di Natale e cioè ben 10 dieci giorni, ho avuto modo di osservare con un po’ di calma il mondo dei guidatori di automobili e sono riuscito ad individuare molte categorie.

Lasciando perdere per motivi di spazio e di scarso interesse tutto quello riferito al brutto e al disagio, e l’elenco è veramente lungo, segnalo le tre categorie di guidatori peggiori in assoluto. Un podio di magnifici dove al terzo posto troviamo il turista, al secondo il vecchio col cappello e al primo inarrivabile il guidatore della domenica.

Prima di illustare le categorie, una dovuta precisazione: le “scuola guida” non rientrano in questa classifica in quanto si spera che con la pratica la capacità dell’individuo/a alla guida migliori, possibilità che i mebri di queste categorie non possiedono.

Al terzo posto quindi ci sono i turisti, persone che si rendono protagonisti di repentini cambi di direzione, il più delle volte non segnalati, e si aggirano in cerca di cartelli stardali alla velocità di un bradipo, situazioni che, messe insieme, rendono difficile anche un sorpasso per eludere velocemente il problema. Duole dirlo ma in questa categoria ci siamo tutti noi quando ci rechiamo in altre città e cerchiamo di orientarci da soli con il solo indirizzo finale in mano, anche se a nostra discolpa dobbiamo dire che orientarsi solo con i cartelli stradali è impossibile dato che questi appaiono e scompaiono seguendo un ordine casuale inspiegabile.

Al secondo posto troviamo il vecchio con il cappello, quest’ultimo particolare non da poco poichè, chi sta dietro vede solo il cappello e per questo, soprattutto al sud, vengono chiamate “macchine col cappello”. La sua guida è caratterizzata da una estrema lentezza ed una goffaggine intrinseca che si esprime con inconsapevoli e pericolose infrazioni al codice della strada. Quindi quando vedete un cappello alla guida statene alla larga e se proprio non potete, armatevi di pazienza e forse raggiungerete i 40 km/h.

Al primo posto, e per distacco, c’è il guidatore della domenica, o come qualche esterofilo preferisce “Sunday driver” il quale racchiude in se le due categorie precedenti: una summa di tutto ciò che è pericoloso fare in macchina e dato che appunto prende la macchina solo la domenica, gli altri giorni la usa solo per andare al lavoro e basta, una specie di turista nella propria città. Come consiglio su come sgamarli: primo, come dice la definizione, escono solo la domenica, e secondo state sempre attenti alla pulizia della vettura perché spesso questa si accompagna al giretto domenicale.

Per concludere dopo questa classifica attenti a chi guida vicino a voi e buon 25 aprile e viva i partigiani.

Il Presidente

Ps: Sotto casa mia non hanno asfaltato ma solo rifatto le strisce, per fare una citazione “l’asfalto costa troppo hanno rifatto solo le strisce” che amarezza aggiungo io!!!!!

23 Aprile 2014

PRESERVATIVO

Lo sai che…

Il metodo anticoncezionale più antico e diffuso nel mondo è il preservativo.

Se ne hanno tracce già nel 1500, ma è dal 1916 circa che inizia la grande produzione e diffusione. L’idea si attribuisce a tale Julius Fromm che inizia a produrre preservativi per combattere la diffusione di malattie veneree durante la guerra.

Il profilattico, infatti, oltre ad essere utilizzato come anticoncezionale, quindi per evitare gravidanze non desiderate, è l’unico contraccettivo che protegge dal rischio di contagio da malattie a trasmissione sessuale (MST).

Esistono ormai diversi tipi di preservativi per forma, gusti e marche.

Ormai li puoi trovare ovunque: nelle farmacie, nei supermercati, nei sexy shop, nei distributori H24.

È importante usarlo SEMPRE e correttamente.

Prima di usarlo:

  • controlla data di scadenza,
  • conservalo in un luogo fresco e asciutto lontano da fonti di calore,
  • evita di tenerlo in macchina, portafoglio o borsa nei mesi caldi,
  • una volta aperto usalo subito,
  • fai attenzione a non romperlo o danneggiarlo con unghie, piercing, anelli, cerniere, fibbie.

Il preservativo va usato sul pene eretto prima del contatto, perché ci potrebbero essere perdite di sperma anche prima dell’eiaculazione rischiando il contagio di virus che possono essere causa di malattie a trasmissione sessuale.

Per facilitare l’uso del preservativo usa lubrificanti a base acquosa.

Soprattutto nei rapporti anali, potrebbe esserci il rischio di danneggiarlo e quindi è importante utilizzare lubrificanti acquosi.

Quelli a base oleosa o alcolica, come vasellina o creme, sono SCONSIGLIATI perché potrebbero far rompere il preservativo nell’attrito.

Dopo il rapporto fai attenzione a sfilare il preservativo prima della conclusione dell’erezione tenendolo ben saldo l’estremità del profilattico. Una volta sfilato controlla che non ci siano strappi.

18 Aprile 2014

La storia del biliardino – parte 2

Dopo avere raccontato della nascita del biliardino, eccomi qua pronto per raccontare la storia del biliardino del centro sociale.

E’ una storia che nasce quattordici anni fa quando, in seguito all’occupazione di una ex scuola, nasce il centro sociale “La skoletta” e, dopo pochi giorni, compare dal nulla il nostro.

All’epoca era molto diverso da come lo vediamo ora: funzionava a gettoni, che venivano conservati in un bicchiere di carta sulla sponda sopra uno dei due portieri. La cosa era molto scomoda perché quando finivano bisognava aprirlo e recuperare tutti i gettoni. In più, scendevano tutte e dieci le palline quindi nessuno si preoccupava se ogni tanto una o due si perdevano per ore, giorni, mesi o per sempre.

Fu in quel periodo che il futuro presidente disse basta e coadiuvato da personale tecnico altamente specializzato tolse il meccanismo “a gettone”, facendo sì che ad ogni gol la pallina riscendesse da sola per essere nuovamente giocata.

Nel 2003 ci fu il trasferimento nel posto nuovo, un ex mattatoio, e il nostro fu ovviamente portato con noi, anche se non era minimamente conscio di ciò che lo aspettava, e cioè un decennio di perversione fatto di violenza, droga, alcol e sesso.

Per prima arrivò la violenza: un bruto che ascoltava musica brutta venne a giocare e preso dalla foga ne ruppe un pezzo, per la precisione il cerchio dove scorrono le aste. Il danno fu rimesso a posto dal violento stesso il giorno dopo, ma oramai capii subito che i segni sarebbero restati per sempre e che quella non sarebbe stata che la prima di molte altre volte. Avevo ragione e molte altre volte il biliardino ha subito violenze inaccettabili, come decapitazioni o fratture agli arti, dove solo in alcuni casi siamo riusciti a rimediare.

In un secondo momento arrivò la droga. Cadde nel baratro delle feste techno con tutto quello che ne consegue, anche se devo dire che mi ha sempre stupito il fatto che la gente ci volesse giocare pure nel delirio di serate con centinaia di persone. Non sappiamo bene che cosa ha assunto negli anni, ma sappiamo che alla fine come tutte le storie di redenzione qualcosa cambiò.

Considerevole anche l’assunzione di alcol da parte del nostro biliardino grazie a bicchieri e bottiglie incustoditi e lasciati cadere nel campo da gioco e all’interno dello stesso, rendendolo sempre più inagibile.

Sul sesso non ci soffermiamo, e non per pudicizia, ma per scarsità di informazioni al riguardo. Tuttavia non escludiamo l’utilizzo del nostro biliardino per “conoscenze bibliche”.

Il percorso di recupero del nostro inizia in un giorno di settembre di due o tre anni fa, non ricordo bene la data, ma non è questo il punto. Sapienti mani piene di amore lo hanno smontato e ripulito da cima a fondo, e lo hanno fatto tornare al suo antico splendore, facendolo tornare ad essere “Il Biliardino Del Centro Sociale”.

Il Presidente

 

Scroll to top