26 Novembre 2021

Cuts You Up – Novembre 21

Peter Dark da sempre ascolta musica, una vita dedicata ai suoni e alle scene che ne sono emerse. Di questo mondo continua a farne parte, con la stessa curiosità di quando negli anni 80 zaino in spalla percorreva miglia per comprare un disco.
Per Lautoradio inizia a curare questa rubrica con le novità più interessanti del mese.


Giornate fredde, umbratili, piovose? Mettetevi comodi e immergetevi nel mondo di Cuts you up!

Partiamo alla grande con la splendida ristampa del secondo lavoro di Diamanda Galas (Diamanda Galas: All 1984), una delle più poderose, fascinose e dolorose voci in assoluto, spesso accostata alla Callas e a Demetrio Stratos). Lavoro ostico e duro come tutti i dischi della musicista americana di origine greca e al tempo stesso maestoso e vicino allo spirito sofferente del blues.

Fondamentale riascoltarlo!

Restiamo nelle paludi oscure e nebbiose della musica magica, poetica e intrisa di dolce malinconia, come quella che avvolge il nuovo disco delle Kaelan Mikla (album Undir Koldum Nordurljosum) con la febbrile voce dell’islandese Solveig Matthildur a svettare sui suoni onirici e post punk, tra The Cure e Cocteau Twins e le visioni di Munch.

Per me, disco del mese!

Gli Angels Arcana si calano invece in un Gothic Rock di scuola Fields of the Nephilim, con il bel disco The Reveries of Solitude, uscito per l’etichetta Swiss Dark Night, che a tratti rimanda al neo folk dei Death in June!

Terzo lavoro invece per gli americani TRAITRS (l’album si intitola Horses In The Abattoir), Gothic wave di qualità che vi prenderà al cuore.

E per concludere la mini rassegna dedicata agli oscuri suoni, apriamo il sipario per il nuovo disco dei leggendari Pinks Turns Blue che ritornano dopo cinque anni con l’album Tainted, album che non si discosta dai suoni malinconici e psichedelici dei primi album, richiamando a tratti i Sad Lovers and Giants.

Io li ho sempre amati, sempre!

E adesso decolliamo nel mondo dell’elettronica e dell’avanguardia più oscura e minimale ma anche Synth Pop, come nel caso dei Public Service Broadcasting (album Bright Magic), quarto album che rimanda direttamente all’amata Berlino, tra danze alla Depeche Mode ed esperimenti cinematici.

Tutta imperniata sulla politica e sulla tetra situazione mondiale, è invece il nuovo e radicale lavoro di Jerusalem In My Heart, Galaq, che in arabo significa forte preoccupazione.

Avanguardia violenta e sensoriale è invece il leitmotiv del secondo album per Bensik Giske, intitolato Clacks, sassofonista norvegese che vive a Berlino (ma va?!). Cinque brani travolgenti, con il sassofono che invade mente e animo in un viaggio ai limiti dell’assurdo!

Nota doverosa per la splendida voce della Karin Gill che con la sua band Cindy ci avvolge candidamente per poi ributtarci in un calderone pieno di echi di Velvet Underground, Galaxie 500 e Codeine.

1:2 è un disco sontuoso!

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Inizio dell’anno 1985, esco raggiante dal Disco d’Oro di Bologna. Vesto i miei ciaffi neri, gli anfibi Dr. Martens, il solito cappottone con la spilla dei Bauhaus. Sono innamorato, sono tra i portici e ho appena acquistato Ocean Rain degli Echo and the Bunnymen. La vita è bella, penso, mentre canticchio su Via Indipendenza The Killing Moon, una delle mie canzoni preferite, e vedo Carla a bordo del suo motorino “si” verde smeraldo e la felpa dei New Oder che mi sorride sotto il pallido cielo emiliano.

si, la vita è proprio bella! 

alla prossima  


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