14 Maggio 2024

TRASMETTIAMOCI ADDOSSO

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Valerio Minnella di Radio Alice ai microfoni de Lautoradio.

Dieci anni fa in una delle assemblee del centro sociale Ex Mattatoio decidemmo di fondare una radio.

A quel tempo eravamo continuamente alla ricerca di spazi e progetti di aggregazione, sentivamo una forte esigenza comunicativa e quale migliore strumento se non una radio.

Eravamo presi dall’immaginario: dalle “storiche” esperienze di radio alice a quelle che invece erano in fermento tutto attorno a noi; radio Sherwood roccaforte dei centri sociali del nord est, Radiosonar megafono romano, le radio del nord attorno alle lotte Notav e molte altre. E poi le vicende che passarono alla storia anche grazie a quelle voci che le raccontavano in presa diretta.

Dieci anni dopo ci troviamo al centro sociale Pedro di Padova. Beviamo con i/le compagn* mentre si susseguono le presentazioni dello Sherbooks che ecco ad un tratto l’idea: per i dieci anni di attività di Lautoradio invitiamo Valerio Minnella! Poco dopo sarebbe salito sul palco, in giro per la presentazione del suo libro, una sorta di autobiografia militante, che subito E. lo bracca e in poche parole torna con numero di telefono e un accordo di massima.

Valerio Minnella tra le altre cose è uno dei fondatori di radio Alice e questo per noi non è un dettaglio da poco.

Alice è il diavolo. Collettivo A/traverso, edizioni L’Erba Voglio (ottobre 1976)

Se non la conoscete, giusto per dare un’idea, ecco un estratto dal libro “Alice è il diavolo”:

Radio Alice è oscena come la lotta di classe
Poliziotti, magistrati, giornalisti hanno detto che Radio Alice è oscena. Ma che cosa non è osceno della nostra vita, della nostra cultura, per i poliziotti, i pennivendoli e per quelli che li foraggiano?
I nostri bisogni, il corpo, la sessualità, la voglia di dormire la mattina, il desiderio, la liberazione dal lavoro. Tutto questo è stato nei secoli nascosto, sommerso, negato, non detto.
Vade retro satana.
Il ricatto della miseria, la disciplina del lavoro, l’ordine gerarchico, il sacrificio, la patria, gli interessi generali. Tutto questo ha fatto tacere la voce del corpo. Tutto il nostro tempo, da sempre e per sempre, votato al lavoro. Otto ore di lavoro, due ore di trasporto, e poi riposo, televisione, cena familiare. Per questo tutto ciò che non sta dentro questo ordine è osceno, secondo poliziotti e magistrati. Dove si annusa la merda, là si odora l’essere. Tutto questo non-detto emerge. Parla nei Canti di Maldoror di Lautréamont, e poi nelle lotte per la riduzione della giornata lavorativa. Nella Comune di Parigi e nella poesia di Rimbaud. Poi parla in Artaud, nel surrealismo, parla nel maggio francese e nell’autunno italiano, parla attraverso gli ordini separati, del linguaggio, del comportamento, della rivolta.

Il desiderio si dà una voce. E per loro è oscena. Oltre la miseria, contro il lavoro, parla il corpo, il desiderio, l’appropriazione del tempo. 

Radio Alice si installa in questo spazio e per questo, per loro è oscena.
Diamo una voce al nostro desiderio
ogni collettivo un microfono
trasmettiamoci addosso

Tra le tante testimonianze, radio Alice si fece portavoce di quei concitati momenti che seguirono la morte del militante Lorusso nel fatidico marzo ‘77.

(Telefonate trasmesse da radio alice, sabato mattina. Pubblicate nel libro Bologna marzo 1977 …fatti nostri… Autori molti compagni Bertani editore 1977)

Scontri, dunque. La polizia ha già attaccato la barricata davanti a Economia e Commercio. Ad ogni modo i compagni si sono difesi e la polizia non è riuscita a passare. Adesso i compagni si dirigono verso porta Zamboni, alcuni, il grosso del corteo. Altri rimangono lì a difendere ancora le barricate.
Porta Zamboni è libera, non c’è polizia, probabilmente dopo si andrà giù per S. Donato.
-Va bene. Senti, resta in linea.
-Sì.
-La polizia ha accerchiato Piazza Verdi. Tutti i compagni sono in assemblea… Quei pochi che si stanno difendendo hanno tirato qualche bottiglia. La polizia poi ha chiuso tutte le entrate da Porta Zamboni alle due Torri, Via… tutte le ha chiuse. Io sono qui in Via Marsala che bene ho fatto una fuga perché hanno tirato dei candelotti e sparavano col fucile.
– Dunque l’università è stata sgomberata pochi minuti fa da moltissima polizia e carabinieri che ha attaccaro Piazza Verdi da tre parti. Da Via Zamboni, Via Riva di Reno, Via delle Moline e da Piazza Aldrovandi. Dunque la resistenza all’università è stata minima perché i compagni non avevano un cazzo. Questi qua hanno tirato moltissimi lacrimogeni da lontano.
-Senti i compagni adesso dove sono?
-I compagni sono andati giù per Via Zamboni.
-Cioè cosa si prevede, cioè cosa prevedono di fare loro?
-Niente. C’è uno sbandamento completo.
-C’è uno sbandamento completo?
-Si, un macello. Sono scesi giù per via Zamboni, e adesso vado a vedere.
-Poi facci sapere qualche cosa.
-Si ciao.

Bologna marzo 1977…fatti nostri… Autori molti compagni, bertani editore (1977)

Riunione, in radio siamo tutt* perché bisogna organizzare il compleanno ma io sono elettrizzato per una cosa in particolare: “non parlo in una radio da quei tempi” ci aveva detto di sfuggita Minnella e quindi il pallino fisso diventa quello. Ci pensi fare una puntata in radio con il fondatore di radio Alice? Di quella radio Alice?!

Valerio con la pazienza che lo contraddistingue accetta e quindi ecco trenta minuti con Lautoradio e radio Alice insieme, mi piace metterla cosi.

OSSARIO

Un archivio multimediale in cui riversare materiale incendiario. Libri, manifesti e riviste, ma anche audio e interviste; uno scambio tra passato e presente perché la nostra storia è un invito all’azione. Ossario è uno sfogo da collezionista e contiene materiale difficile da reperire, in costante aggiornamento.

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