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FEMMINISMI POLITICA e SOCIALE

Libere di scegliere

Dalla manifestazione Libere di Scegliere, la piazza umbra contro la giunta leghista Tesei.

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Come ormai noto, in questi giorni è andato in scena un passo indietro clamoroso in tema di diritti e libertà che ha visto l’Umbria, suo malgrado, capofila. La giunta regionale leghista, guidata da Donatella Tesei, ha cancellato la possibilità di somministrare la pillola RU486 senza ricovero o a domicilio.

Un attacco fortissimo alla libertà di autodeterminazione, libertà che le donne hanno rivendicato e conquistato con anni di lotte. 

Questa decisione arriva in continuità con il susseguirsi delle politiche neoliberiste (di cui sono responsabili tutti i Governi e le amministrazioni, leggasi “il PD non era meglio” come recitava uno striscione) che hanno determinato dalla privatizzazione della sanità, allo  smantellamento di consultori e centri antiviolenza, e ora, palesandosi in tutta la loro ferocia, anche sotto forma di attacco diretto al diritto all’aborto

Di fatto, la delibera della giunta leghista umbra complica il percorso (già non semplice) che le donne devono affrontare quando scelgono di abortire, lasciando come unica possibilità il ricovero per tre giorni in ospedale.

Se si considera che non c’è alcun motivo per cui eliminare il sistema di somministrazione farmacologico, non si può che leggere questa assurda e ingiustificabile scelta della Regione Umbria come una mera e squallida azione politica consumata sul corpo delle donne.

Ma la città che ha inventato di sana pianta una rievocazione storica (Perugia 1416 – ah che bello il medioevo!) oggi si è riempita di streghe che rivendicano la libertà di poter decidere del proprio corpo. Una piazza festosa, colorata, femminista, determinata e arrabbiata che non cederà il passo all’avanzare del fascismo che striscia nelle nostre istituzioni.

“La libertà delle donne è per noi imprescindibile: essa si costruisce materialmente insieme rivendicando diritti per la salute riproduttiva, una casa non patriarcale per tutte, welfare e reddito” scrivono le compagne di Non Una di Meno Perugia.

Questo non è altro che l’inizio.

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