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Speciale 27 Marzo – Riprendiamoci il diritto alla Salute

Speciale 27 marzo – Diritto alla salute

Puntata speciale di approfondimento sulla mobilitazione in programma a Perugia per il 27 marzo 2021, chiamata dal coordinamento regionale per la sanità pubblica e tutta la rete di attiviste e attivisti del territorio umbro.

Con i contributi degli organizzatori, abbiamo ripercorso le motivazioni e i passaggi che hanno portato all’appuntamento di sabato.

Ringraziamo Carlo, Francesca e O.S.A per i contributi.

Evento Facebook

Di seguito riportiamo il comunicato:

SABATO 27 MARZO ORE 15.00 PIAZZA ITALIA (PG)
MANIFESTAZIONE REGIONALE CONTRO GIUNTA TESEI, GOVERNO DRAGHI E LA GESTIONE PADRONALE DELLA CRISI
È passato ormai un anno dall’inizio della Pandemia dovuta alla diffusione del coronavirus, e il nostro paese si trova sostanzialmente nella stessa situazione in cui eravamo a Marzo 2020. Un lockdown generalizzato, scuole chiuse, ospedali intasati, ristorazione bloccata, attività sociali e culturali vietate, palestre chiuse, vietata qualsiasi forma di socialità e aggregazione, coprifuoco. A fronte di una vuota retorica di unità nazionale, del “siamo tutti sulla stessa barca”, utile soltanto agli interessi padronali, questa crisi sanitaria ha gettato benzina sul fuoco di una condizione economica e sociale già drammatica e a pagarne le spese, come al solito, sono le classi sociali più svantaggiate.
Di fronte a questa situazione dobbiamo essere responsabili, ma non possiamo più restare in silenzio, per questo le realtà politiche e sociali del territorio umbro, assieme ai sindacati di base, i comitati ambientali ed il coordinamento per la sanità pubblica, hanno deciso di unire le forze e lanciare questa mobilitazione regionale per portare il dissenso dei cittadini alle porte di palazzo Cesaroni.
Nel rispetto delle normative anticovid e quindi attenti al distanziamento di un metro ed al corretto utilizzo delle mascherine, sabato 27 Marzo saremo in piazza per avanzare delle rivendicazioni semplici e chiare:NO ALLA SANITA’ AZIENDA
La salute è un diritto inalienabile, incompatibile con le logiche di mercato.
Basta finanziamenti pubblici alla sanità privata.
Diciamo no all’aziendalizzazione del SSN, con la trasformazione dell USL in ASL: in nessun modo gli interessi dei privati devono avere spazio nella gestione della salute pubblica. Che si smettano di privatizzare i profitti e socializzare le perdite, attraverso un sistema di convenzioni con le strutture private che lucrano sulle operazioni più remunerative lasciando alla porzione ancora effettivamente pubblica della sanità quelle più dispendiose come malattie croniche e lunghe degenze.
La sanità deve essere realmente pubblica, gratuita e accessibile a tutti.

STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO, SOCIOSANITARIO E AUSILIARIO
Il sotto-organico nelle strutture pubbliche è la normalità, lo era anche prima della pandemia. Serve investire decisamente di più nel numero di medici, infermieri e OSS, non solo per far fronte alle emergenze, ma anche e soprattutto per garantire un il diritto alla salute nella quotidianità. Vogliamo i giusti diritti, compensi e contratti uniformi per tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità, anche se dipendenti del terzo settore che quotidianamente lavorano con le disabilità, le malattie e tutte le forme di vulnerabilità. Il personale del terzo settore che opera sul versante socio sanitario va reinternalizzato in una unica agenzia pubblica regionale. Basta sfruttare specializzandi e tirocinanti per colmare le carenze di personale: servono maggiori assunzioni e la stabilizzazione di tutti i precari della sanità.

TAMPONI DI MASSA GRATUITI E VACCINI PER TUTTI
Vogliamo tamponi gratuiti, somministrati in luoghi accessibili a tutti, sia pubblici che sul posto di lavoro, perché solo un tracciamento di massa della popolazione consente di contenere il contagio. E’ inammissibile che il tampone sia un “lusso” o un mezzo esclusivamente di emergenza, garantito a chi abbia i soldi per accedere agli screening delle cliniche private o adottato solo quando il rischio è accertato. Il vaccino, come misura definitiva di contrasto al virus deve essere gratuito ed accessibile a tutti. Sottostare alle leggi di mercato e ai brevetti di aziende che vedono nel piano vaccinale unicamente una fonte di guadagno, rallenta il raggiungimento della completa copertura vaccinale: con questi ritmi in Umbria ci vorranno anni per la copertura della maggior parte della popolazione. Non diciamo “no” soltanto alle speculazioni dei grandi monopoli del farmaco, ma a un sistema economico criminale in cui il profitto conta più della salute. È fondamentale legare la lotta per l’accesso universale ai vaccini con le lotte dei lavoratori per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e con la lotta per il diritto alla salute. Chiediamo l’immediata sospensione dei brevetti e l’accesso universale al vaccino.

MANTENIMENTO E POTENZIAMENTO DI TUTTI I PRESIDI OSPEDALIERI TERRITORIALI:
Lottiamo per difendere l’importanza della medicina di prossimità e di prevenzione, per rafforzare i servizi territoriali e garantire il diritto alla salute attraverso una rete di servizi integrati. Investire sulla sanità centralizzata in un territorio come quello umbro vuol dire ostacolare la garanzia ad un reale diritto alla salute per una larga parte della popolazione.

LA CREAZIONE DI UN ECO-DISTRETTO: UN MECCANISMO DI CONTROLLO POPOLARE SULLA SALUTE
Basta profitti sulla salubrità dell’ambiente e delle persone. Chiediamo che si attivi un controllo dal basso sugli effetti che le attività private hanno su aria, acqua e suolo, che tramite evidenze scientifiche possa esprimere pareri vincolanti per la loro prosecuzione. Se la politica non tutela l’ambiente e la salute, noi non vogliamo rinunciare al diritto alla prevenzione di malattie e alla salvaguardia dell’ecosistema, vogliamo costringere chi inquina a interrompere i suoi interessi

RIAPERTURE IN SICUREZZA DI SCUOLE E UNIVERSITA’
La DAD è stata un fallimento su tutta la linea, un quarto degli studenti non ha avuto accesso alle lezioni. Gli interventi del Ministero sono stati minimi, mentre una misura inizialmente emergenziale sta diventando via via strutturale. Nelle università devono incrementate le attività pratiche e di laboratorio: la formazione tecnica non può essere completamente demandata ai tirocini che troppe volte si traducono in occasioni di manodopera gratuita per le aziende. La DAD non garantisce il diritto allo studio: è necessario un rientro in sicurezza con interventi strutturali che partano dall’edilizia per garantire spazi adeguati e sicuri, e dalla stabilizzazione di docenti e ATA precari e dall’assunzione di personale a tempo indeterminato. Basta con le classi pollaio!

INVESTIMENTI NEL TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE
Non si può pensare ad un rientro a scuola o nelle università senza pensare alle misure minime di sicurezza per evitare la trasmissione del virus: negli autobus sovraffollati è impossibile rispettare le norme di distanziamento e sanificazione, creando l’ambiente perfetto per la trasmissione del virus. Richiediamo un aumento delle tratte, specialmente in orario scolastico, un abbassamento dei costi degli abbonamenti e un aumento delle assunzioni dei lavoratori nel settore dei trasporti pubblici. Basta bus sovraffollati: più mezzi, meno contagiati!

Non lasceremo che a pagare la crisi siano ancora una volta i lavoratori e le classi popolari: facciamo pagare la crisi ai padroni!
DIVISI SIAMO NIENTE UNITI E ORGANIZZATI NOI SAREMO TUTTO!
Sabato 27 tutte e tutti davanti al palazzo della regione!

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